Radioframe21

RADIOFRAME21

RadioFrame21 è un duo cinematic rock che nasce come progetto di musica strumentale originale per film, progetti visivi e narrazioni contemporanee, sviluppando al tempo stesso una forte identità come band live.

Il progetto nasce dall’incontro tra Danilo Garcia Di Meo, chitarrista, fotografo e visual storyteller e Danesh Chillura, batterista. La loro collaborazione, iniziata durante l’adolescenza, fonde musica e cultura visiva, dando forma a un linguaggio sonoro concepito non solo per essere ascoltato, ma per essere visto.

La musica di RadioFrame21 è costruita come una colonna sonora: ogni brano è uno spazio narrativo più che una canzone tradizionale. L’assenza di testi lascia libertà di interpretazione e rende il progetto particolarmente adatto a cinema, documentari, pubblicità e storytelling di brand, pur mantenendo una forte identità performativa sul palco.

Il debutto discografico con Sporco West, presentato in anteprima da Sky TG24, ha definito fin da subito l’identità del duo: un suono polveroso, fisico e cinematografico ispirato all’immagine delle mani che lavorano, gesti invisibili che tengono insieme il mondo lontano dai riflettori. A questo si è aggiunta Running Up That Hill (Instrumental Version), una rilettura interamente strumentale che conferma l’approccio della band: reinterpretare brani iconici trasformandoli in esperienze cinematografiche, mantenendo al centro la forza evocativa delle immagini e della narrazione.

Ogni uscita è accompagnata da un forte lavoro visivo, con videoclip ideati e diretti da Danilo Garcia Di Meo, in cui musica e linguaggio cinematografico diventano parte di un unico racconto.

Il 31 luglio 2026, con l’uscita del singolo Maui, inizia la collaborazione con Bassa Fedeltà.

“Maui” è un brano che si sviluppa per contrasti, accompagnando l’ascoltatore in un percorso in continua trasformazione. L’apertura, affidata all’ukulele, richiama un immaginario luminoso e aperto, suggerito dallo stesso titolo. Ma è solo un’illusione iniziale. Poco alla volta si fa strada una percussione essenziale e martellante: pochi colpi, costanti, che sembrano sottrarsi continuamente a qualsiasi prevedibilità, incrinando il senso di equilibrio e preparando il terreno alla trasformazione del brano.

Progressivamente il paesaggio sonoro cambia: campanacci distorti, tessiture psichedeliche e un’elettronica sempre più presente deformano la percezione, fino a sfociare in un’esplosione jungle e alternative, dove ritmo e tensione prendono definitivamente il sopravvento.

Come in gran parte della produzione di RadioFrame21, “Maui” non racconta una storia precisa, ma costruisce uno spazio narrativo aperto. È un brano pensato per evocare immagini più che descrivere eventi, lasciando all’ascoltatore la libertà di attribuire un significato personale a ogni passaggio.

Più che un luogo, “Maui” è uno stato mentale: un viaggio che parte da un’apparente serenità per addentrarsi in un territorio sempre più istintivo, inquieto e cinematografico.

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